Vele libere nasce prima di tutto dalla profonda amicizia di un ristretto gruppo di persone, unite dal rispetto reciproco e dal desiderio comune di salvaguardare valori di solidariet? e collaborazione umana ed artistica;
nasce dalla volont? di proteggere e sostenere l?ideale di unione al di l? delle convenzioni al di sopra dei profitti e delle bandiere;
nasce per promuovere l?arte come concetto universale ma anche come percorso da intraprendere e scopo da perseguire poich? ? chi fa l?arte deve essere sostenuto, ed anche senza riscontri l?artista sente e deve poter andar avanti lo stesso?.
Roberto Raschiotto fa parte del ristretto gruppo storico di amici che hanno dato le ali all?associazione, da sempre si dedica attivamente per favorirne lo sviluppo, ed in prima persona ora ne rappresenta l?essenza.
Roberto Raschiotto
La scultura come scrittura della Vita
Pochi scultori sanno rappresentare il mistero del corpo, il
respiro del dolore e dell'amore, la potenza della memoria e
della storia... attraverso le forme materiali della lievit? e
della grazia, come sa fare Roberto Raschiotto. Innamorato
della natura corporea delle cose e del pensiero, delle
emozioni, consapevole dell'importanza della ragione e della
fecondit? dell'eros, egli modella la materia con gesti forti
ed essenziali, lasciando traccia del tocco lungo e sapiente
delle sue mani.
Le forme cosi concepite si danno come scrittura della vita.
Essa fluisce, ? movimento e cambiamento, ma il suo farsi
pu? essere conservato e restituito, nel presente e per
l'etemit?. Ogni sua opera coglie, infatti, l'essenza
dell'evento. Se il tempo disgrega e la storia ? irreversibile,
afferma l'artista, la memoria ? testimonianza permanente
della vita. Quella di Raschiotto si fa poesia e bellezza, si fa
linguaggio universale nelle donne che danzano e che
osservano silenziose il proprio cuore mentre stringono il
figlio al petto. Le sculture virili, invece, restituiscono la
potenza della relazione con l'esterno, simbolicamente
rappresentata dall'azione del toreare. I tori possenti
sfidano l?uomo che vuole controllare la propria natura
violenta, sconfiggere la paura, assicurare la continuit? del
s? e del la societ?.
Gli esempi di arte sacra mostrano altre riflessioni
dell'artista, sensibile al richiamo del sacro quando esso
mette in contatto, profondamente, la divinit? con la fragilit?
ed il limite umano.
L'arte monumentale di Raschiotto, infine riesce ad
esprimere con semplici elementi simbolici quegli universali
culturali che maggiormente caratterizzano la nostra
societ?, e sembrano invitare tutti alla sua conservazione e
promozione.
Alessandra Santin
Don Danilo Cassin
Dalla natura il genio, dalle difficolt? della vita la scuola e la
forza per esprimerlo. Lo si ? detto di uomini illustri, ma
pare che si applichi pure a Roberto Raschiotto, azzanese di
Fagnigola, nato nel 1950.
Ammirando le sue opere scultoree, viene spontaneo
esclamare che la sua inclinazione per la scultura ? innata.
Cominci? la sua strada da autodidatta e fu sempre
sostenuto da una tenace modestia che accompagna
l'autodidattismo.
Alla fine degli anni sessanta ha avuto la felice occasione di
conoscere il suo conterraneo, il grande scultore Marcello
Mascherini e ricever? delle nozioni fondamentali di
scultura.
Anni dopo avviene l'incontro con il pittore Giulio Belluz,
che gli offrir? l'occasione di innoltrarsi nel cammino della
pittura, dividendo cosi il suo impegno artistico (che veniva
dopo il lavoro giornaliero) tra pittura e scultura, ottenendo
pure dei buoni risultati in ambedue le manifestazioni
artistiche.
Nel frattempo entra sempre pi? negli ambienti artistici
pordenonesi e partecipa a manifestazioni artistiche che
ancora non escono dai confini locali. A quel punto
risalgono le prime mostre incoraggianti di pittura e
scultura.
Poi Raschiotto scopri la sua vocazione pi? genuina: la
scultura. Egli sente la necessit?, si pu? dire il bisogno di
manipolare la materia. Allora abbandona la pittura per
dedicarsi totalmente alla scultura.
Cosi la sua scultura va progressivamente maturandosi e dal
1990 questa raggiunge una caratteristica di un
espressionismo ricco di forza e movimento. La sua scultura
si affina e "conquista lo spazio in uno splendido equilibrio
tra cielo e terra", come di lui ? stato scritto.
Le sue opere gi? da tempo hanno varcato gli stretti limiti
paesani e oggi si trovano in varie citt? del Friuli, del Veneto
e del Piemonte.
Ultimamente hanno trasvolato l'Oceano, segno che la sua
arte ha toccato il pubblico e la critica ed ? felice
prospettiva per continui progressi ed affermazioni.
E Roberto Raschiotto continua ad essere quel ragazzo di
sempre: entusiasta e generoso, amante del bello e del
buono e sempre aperto all'amicizia. E questo lo rende
ancor pi? meritevole della nostra stima.
Gino Innocenzi (1994)
La scomposizione della forma esprime con vigore il tormento
dinamico nell'animo dell'artista che partendo dal reale,
interpreta l'intima essenza del soggetto creando un tutt'uno
uniforme ed elegante tra concetto e materia, collocando le
sue opere in uno splendido equilibrio tra cielo e terra.
Nino Scalisi (1978)
Figure, gruppi, che si muovono e si stringono all'idealit?
dell'operatore con umanit? piena. Corpi piegati o dritti,
affusolati, incarnati, in una massa eterogenea di equilibri
armonici e convincenti. Un concerto profondo di spirito-
forza-volont? e sviluppo di un'operazione architettonica-
fisiogeometrica che fissa soluzioni esaurienti, classicheggianti,
espressionistiche di un certo raggiunto livello artistico.
Teresa Mannera (1992)
Le sculture di Raschiotto rivelano al primo sguardo la loro
potenzialit? espressiva, ricca di dinamica tensione e di sottese
sensitive vibrazioni che potenziano il risultato contenutistico.
Stefano Aloisi (1992)
Scultore di notevoli doti tecniche, riesce, nel nome di un
primitivismo stilizzato, a raggiungere livelli di indubbio valore
artistico.
Messaggero Veneto (1991)
L'osservatore si trova di fronte a opere che dominano
l'ambiente circostante emergendo per l'aggressivit? della
modellatura, spiritualizzata dalla poesia dello sviluppo aereo,
dall'anatomia della prospettiva interna, dalla liberazione della
forza dinamica che affianca la massa dal peso in una
versione avveneristica tesa alla conquista di un nuovo spazio.
Sergio Gentilini (1993)
...da sottolineare l'aggressivit?, la tensione ed il movimento
che sa imprimere alla materia che fa vivere e cantare con le
sue mani; particolarmente protese verso l'alto in una sorta di
angoscia esistenziale, le sue opere promanano quasi una
forza rudimentale e primitiva di notevole costruzione plastica.
Maria Sollazzo (1997)
Le sculture di Raschiotto, permeate di quel sottinteso fascino
primitivo di attese rigenerative, sono graffianti immagini
poetiche, che ci restituiscono intatta l'emozione del vivere.
Nella tensione liberatoria, senza mai distoglierci dal tormento
interiore dell'artista, la materia occupa lo spazio con
leggerezza. Le opere dello scultore non ammettono
indecisione, si sviluppano verso l'alto e la materia plasmata,
nel gioco dei vuoti e dei pieni, ? vitalit? espressiva nella
sinergia di forme.
Giuseppe Carac?
??..E? cos? che ho conosciuto Raschiotto. La figura solare e
disincantata di questo ?Aramis? con pizzetto e aspetto
da guascone a tutto mi fece pensare meno che all?autore
di una Via Crucis. ???..Queste figure sono viscerali,
ti nascono dentro e ti toccano, ti parlano e ti scuotono:
sono umane come umano ? ogni sentimento che ti
suggeriscono, bello o brutto, lecito ed indistinto.
Abile ? la mano dell?artista che trasferisce le proprie sensazioni
nelle forme ed immenso ? il potere di suscitare emozioni senza
parlare??? Non s? se questa sia arte, s? che mi sento
emozionato e nella mia emozione interrogo la mia fede.
Si, ora s? di aver conosciuto il poeta!
Giuseppe Mariuz (1998)
V? ancora detto che Raschiotto modella il cemento direttamente,
senza uso preventivo di stampi, per cui l?opera ? una scaturigine
della sua visione interiore, immediata e vissuta nella dimensione
pi? schietta della sua ricerca.
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