Fiorella Salatin
Il punto di vista di arlecchino
Ho conosciuto Fiorella Salatin nel 2005. Mi si present? con la schiettezza e, si potrebbe anche dire, con la spudoratezza di una artista che passerebbe sopra a tutto pur di inseguire un suo bisogno di ricerca, una sua intuizione di percorso, o anche semplicemente un soggetto che per lei ? importantissimo ritrarre. In quel quei momento Fiorella stava inseguendo proprio un? intuizione teatrale? ,che avrebbe dato alle sue sculture,gi? fortemente definite nella precisione e nella espressivit? anatomica, anche un nuovo universo formale e comunicativo: la potenza e il carattere del ?movimento?.
La Commedia dell? Arte ? una miniera di competenza artistica sul movimento, Fiorella Salatin era fortemente interessata a ritrarre il mio Arlecchino, che inseguiva negli spettacoli e nelle dimostrazioni di lavoro del nostro festival ?ARLECCHINO ERRANTE?.Mi chiedeva insistentemente di poter realizzare degli studi fotografici personali . Ma a me sembrava in qualche modo intuito che Fiorella non aveva bisogno di costruirsi un dossier di immagini ferme , Fiorella aveva bisogno di ?movimento?, di catturarlo dentro di se per poi restituirlo in piena potenza dentro la creta delle sue sculture .le consigliai di studiare il movimento dal vivo , inseguendo Arlecchino nelle sue apparizioni,senza la preoccupazione di fissarlo nelle fotografie ,ma fidandosi della sua capacit? profonda di memorizzare l? essenza stessa del movimento :? Non seguire l attrice Claudia , ma insegui Arlecchino? le dissi e lei mi prese terribilmente sul serio.
A distanza di circa un anno , il 24 ottobre 2006, Fiorella realizz? il suo primo Arlecchino di terra cotta, quel ?disinibito personaggio? che forse dato una svolta a tutta la sua libert? creativa. Rimasi sbalordita nel riconoscere cos? profondamente, nella sua nuova scultura, il ?Carattere? che guida il mio percorso teatrale. I minimi particolari riprodotti erano quelli della mia particolarissima maschera di cuoio per il volto , del mio costume, persino dei pendagli della mia cintura; si riconoscevano i tendini del mio collo ?taurino? sotto la tensione della maschera, le proporzioni delle mie mani e dei piedi, la tensione caratteristica della schiena?.ma lo scatto di tutto il corpo evidenziava un movimento nuovo , inedito , uscito dalla profonda comprensione che Fiorella aveva ormai accumulato osservando Arlecchino muoversi sulla scena.

La seconda scultura che Fiorella dedic? ad Arlecchino vedeva il personaggio intento ad ascoltare la ? voce? di una pietra, curvo su di essa, con l?orecchio accostato e le mani che la sostenevano con amorosa attenzione, mentre altre pietre ai suoi piedi attendevano udienza.
La sensibilit? di questa scultura mi colp? davvero . Fiorella era riuscita a riassumere nella piccola figura in piedi tutta la capacit? di ascolto e di rispettosa sospensione del giudizio di cui ? capace Arlecchino. Arlecchino ascolta l?anima delle cose?con la stessa infantile e saggia concentrazione di uno sciamano.



E? stato questo il prodigio dell?incontro con la scultura di Fiorella :lei ha talmente osservato ed interiorizzato i comportamenti scenici del mio Arlecchino che ora ?Lui? vive dentro di lei, le parla,le suggerisce nuove immagini , nuovi messaggi?e soprattutto le permette di veicolare, attraverso la straordinaria disinibizione e libert? della maschera, tutto quel patrimonio di non-detto e di non-espresso che l?artista Fiorella portava ancora imprigionato in s? stessa. Un non-detto e no-nespresso che sembra fatto di potente energia maschile quanto di dolcissima poesia femminile, che esplica in contenibili esondazioni di farraginoso dolore, ma potrebbe sublimarsi attraverso impensabili risorse di ironia e autoironia.
Tutto questo traspare anche nelle sue sculture precedenti , in cui Fiorella sembrava esprimersi come una crisalide in bozzolo, in cui misto di ?potere generativo? della mutazione, mitigato dal rispetto e dal timore di alcuni canoni artistici profondamente classici.
Oggi sono commossa e profondamente responsabilizzata dal fatto che l?archetipo profondo di Arlecchino abbia deciso di divenire ?demone custode? di un altro spirito artistico com?? quello di Fiorella Salatin .E? sono certa che se questo e avvenuto ? perch? , al di l? delle aspirazioni o limitazioni personali della biografia di un artista , nell?arte di Fiorella ci sono in potenza anche quelle caratteristiche di comunicazione universale che hanno la possibilit? di riuscire lentamente a trascendere le mode, la fama, i mercati, o persino il subdolo e sempre in agguato narcisismo artistico.
Fiorella , secondo Arlecchino, ? in contatto, forse senza saperlo , con alcune pulsioni e saggezze fondamentali dell?animo umano, ed ? in grado di tramandarle alla memoria collettiva. Ha questa opportunit?.
Arlecchino ha dunque preso Fiorella sotto la sua ala.
Questa ? una fortuna riservata a pochi, ma ? anche una responsabilit? incalcolabile, che pu? essere onorata solo con la perseveranza e l?umilt?.
Per quel poco che posso dire, lo so per esperienza!



Pordenone 05 Febbraio 2008
Arlecchino Claudia Contin

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"...Tutti sono bravi a camminare sul dritto, ma solamente chi va contro vento riuscir?a spiccare il volo...."
Un volo con ali di falco che l'artista Fiorella Salatin si appresta ad affrontare dopo la sua metamorfosi artistica.E' la forza di prendere di petto tutto quello che le si presenta innanzi e di riuscire a strasferire le proprie energie alla terra dando vita a sculture cariche di significati cos? fini e nel tempo cos? forti,che l'osservatore piu' attento si traver?, fin dall'inizio nel bel mezzo di un splendido volo.

dott.ssa Deborah Mauro


La semplicit? cotruttiva ? invece rincorsa da Fiorella Salatin che nelle sue sculture dimostra di amare il ritmo rassicurente delle simmetrie e delle forme dell'architettura. L'Artista abbandona le linnee avveniristiche per privilegiare l'ordine pacato della geometria che nella sua assolutezza richiama le categorie dello spazio chiuso e della prigione significante.In questi spazi misurati si stagliano i corpi dell'uomo,della donna e del bambino,colti a volte in trasformazione. La natura di questi corpi in metamorfosi ribadisce la separazione tra animale e uomo,oggetto e soggetto, tra l'attimo e l'eternit? tra la fissit? e il movimento.Dialettica questa che di volta in volta si invera e respira in modo nuovo.La vita appare dunque come sofferenza e costrizione che anela alla trasformazione per elevarsi e librare in un utopistico volo.

dott.ssa Santin Alessandra



Ecco che Fiorella Salatin ci offre il suo punto di vista,frutto della determinazione che si origina dalle mani,come fluido vigore,modellando la terra,per prender fattezzedi "personaggi"carichi di significato emotivo ,e riferendocistorie incentrate sull'uomo sia un Cristo,un nascituro,una metamorfosi di uomo-scorpione,o un Arlecchino............Un Arlecchino appunto"disinibito personaggio"sintetizza la ricerca dell'indentit? formale raggiunta sia nell'accurata composizione che nell'attaggiamento del soggetto:dignitoso ma sfrontato egli manifesta tutto,orgoglio di chi ha la consapevolezza dell appagamento compiacente del suo essere.Un sussurro inquieto lega le varie opere:il desiderio di liberazione ;si avverte infatti la presenza di una coscienza terrena che imprigiona uno spirito ansioso di emergere dagli schemi sopra le differenze,si rileva quindi un riuscito tentativo di riscatto da una realt? imperfetta,una dimostrazione di caparbiet? e coraggio tesa a comunicare la propria anima con genuina onest?.

Daniela Gambol?





















energia


disinibito personagggio


disinibito personaggio


disinibito personaggio


40 settimane


scorpione 3/3


scorpione 2/3


scorpione 1/3


Cristo


Cristo