Se il magistero di Igne ?'5f improntato alla fedelt?'5f alla Narrazione, quello di Angelo Brugnera ?'5f votato alla ricerca della Forma, sentita come ?mimesi? di elementi desunti dalla molteplicit?'5f fenomenica e insieme come ?eidos?, sintesi concettuale dei fenomeni, di cui Brugnera coglie la poesia con sensibilit?'5f rara.
Dovendo indicare il fulcro ispirativo dell?opera, diremmo che Brugnera concentra l?attenzione sull?organico e, in senso lato, sulla corporeit?'5f, rifiutando per?'5f la rappresentazione del corpo nella sua classica interezza, cos?'5f come nella sua metonimica riduzione.
Brugnera procede, semmai, all?invenzione di immaginifici organismi in formazione, dotati di simil-organi e simil-tessuti, esibiti e celati. Questi elementi, disposti secondo una sintassi non naturalistica, riescono perfettamente a interagire, significare e a comunicare, grazie alla complessa relazione fra l?espansione verso l?esterno e l?evoluzione interna delle opere, che risultano quasi dotate di ?ectoderma? ed ?endoderma?, realizzati attraverso un?alternanza ?barocca? di convessit?'5f e concavit?'5f, di accurate levigature e volute asperit?'5f, che assecondano le caratteristiche del materiale prescelto.
Le opere di Brugnera si giocano sulla precisa dialettica degli opposti: la compattezza dialoga con la rarefazione, i nuclei chiusi e statici con le proiezioni dinamiche e fluttuanti, gli elementi astrattamente geometrizzanti con l?irregolarit?'5f dell?organico.
L?opera risulta cos?'5f esplorabile attraverso cavit?'5f, valve e orifizi oltre che godibile, nella sua totalit?'5f, attraverso il periplo compiuto da chi guarda, percependone il respiro spaziale. In tal modo, Brugnera esibisce la propria fedelt?'5f a quella quadrimensionalit?'5f spazio-temporale che, a dispetto della sordit?'5f dei tempi, continua a costituire il dominio e il proprium dell?espressione scultorea.

Fabio Girardello


















embrione