DANIELA FERRARIO - MONOTIPI


C?? una costante tematica nella pittura di Daniela Ferrario: l?amore per il paesaggio che si traduce nella ri-creazione di terre e acque, vissute in una solitudine assorta. Spesso ? una natura marina espressa con pochi tratti essenziali, non semplici, ma ?giusti? quel tanto da far assaporare sensazioni e sentimenti vicini al ricordo o alla nostalgia.
Lo stile della Ferrario si caratterizza per la pennellata larga, materica e rapida, quasi informale per il buon equilibrio di tinte terziarie, dominante la gamma dei blu e degli azzurri. L?intento descrittivo ? superato quindi dalla composizione che punta sul colore come protagonista.
L? artista ha affrontato negli ultimi anni varie esperienze pittoriche, compreso l?astratto ed ? approdata recentemente, dopo aver seguito un corso specifico, ad un genere particolare, poco conosciuto dal pubblico ma utilizzato da molti grandi artisti, partendo da Degas e Gauguin e poi Picasso, Pollock, Rauschenberg e ancora gli italiani Campigli, Capogrossi, Afro, Cagli? solo per citarne alcuni, per le sue molteplici possibilit? di sperimentazione ed espressive: il monotipo

La Ferrario si ? cimentata in questa non facile esperienza confrontandosi con la necessit? di creare il ritmo della composizione, di scegliere delle forme intuendo il loro ribaltamento, con il dosaggio nella quantit? e nelle miscele dei colori, con l?indovinare le trasparenze, con lo scegliere la giusta pressione del torchio. Va infatti tenuto presente che l?immagine ? prima di tutto nella mente del pittore-incisore, che progetta e intuisce un risultato non perfettamente dominabile: in altre parole la pittrice si ? anche messa nelle condizioni di accettare qualcosa di imprevisto, cio? l?eliminazione di buona parte della sua produzione, perch? lo scarto ? grande. Scrive Pontus Hulten ?Un monotipo ? un?opera unica. Lo si pu? accettare o rifiutare, ma non modificare? Il controllo dell?artista pu? essere aumentato dall?esperienza, ma non pu? mai diventare totale. E? nel rifiutare questa condizione o nell?accettarla che l?artista ? il padrone assoluto? .


Cosa ne ? uscito quindi da questa esperienza?
Raffinate composizioni giocate con intelligenza su poche tinte leggere e dagli elementi essenziali, in una semplicit? che coniuga efficacia visiva e piacevolezza. Ocra, rossi mattone, grigi colorati e le gamme di blu ricreano atmosfere rarefatte, nate dalla ricerca della pittrice ma anche peculiarit? della tecnica, che produce preziose trasparenze, elimina i segni netti e ammorbidisce i contorni. I bianchi interrompono con piccole strisce le campiture pi? estese creando movimento. L?impianto, spesso impostato per fasce orizzontali, suggerisce, in un contesto apparentemente astratto-informale, orizzonti, cieli, spiagge e colline dominati talvolta da un grande astro lunare azzurrino, riportando coerentemente all?occhio quei temi gi? citati tipici della Ferrario pittrice. Effetti di sgranatura e di texture sono infine dati da carte strappate, stoffe, polveri. A volte il foglio si arricchisce di piccoli collage di strappi da quotidiani che diventano un tutt?uno coll?insieme pittorico. Di fatto di pittura si parla per il lavoro della Ferrario in quanto il colore domina sul segno: esso gioca libero nelle forme e dalle forme e richiama s? stesso in pi? punti della composizione, offrendo cos? lievi impressioni di solarit?, di sogno, di solitudine fantastica o visioni remote.



Nel mese di agosto del 2008 Tiziana Pauletto

stabilit? in movimento


giochi di elementi


acqua alta


colori


venezia nell'arte


acqua......rello


liscioliscio


acqua.... rello


terre e acque


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