Presentarmi non ? facile perch? penso che il risultato possa parlare da s?? ci? che posso dire ? che l?inquietudine degli anni giovanili ? via, via diventata nel tempo, ricerca di Conoscenza.
Una ricerca che ha guidato i miei passi lungo sentieri psicologici, filosofici, artistici e spirituali.
Tutte le espressioni creative che ho esplorato, dal linguaggio della musica a quello delle parole e, oggi, nel dare forma alla materia grezza, mi hanno reso consapevole di quanta ricchezza possa esserci nell?operare senza fini n? scopi ma per la sola gioia di donarsi all?atto creativo.
Penso infatti che l?arte non sia rendere fine a se stesso l?oggetto creato ma, sempre e comunque un ?muovere lo sguardo dall?oggetto e volgerlo a s?? in una ricerca appassionata e verace dell?Armonia e della Bellezza che c?? in ognuno di noi? sebbene, tenacemente si faccia di tutto per andare nella direzione opposta.
L'amicizia ci dona il privilegio della conoscenza, a volte la possibilit? di guardare dentro quei misteri che avvolgono la nascita dell'opera di un artista. La mia amicizia con Mirella risale agli
anni della giovinezza trascorsi insieme nelle aule del Conservatorio di S. Cecilia, dove i Maestri
si preoccupavano di istruirci al bello, di affinare la nostra sensibilit? nei confronti dell'arte.
Le intense esperienze di quegli anni e le comuni radici musicali mi suggeriscono una chiave di interpretazione delle sue sculture. Ovviamente non posso parlare dei lavori di Mirella con il linguaggio dei critici ma proprio da lei ho appreso come il rapporto dell'artista con la materia non
debba necessariamente risolversi in un dettato di critica professionale. Non mi ha mai parlato di
Scuole o di indirizzi culturali, di arte metafisica o di realismo, di tecniche tradizionali o di avanguardia. Il suo cammino di artista ? caratterizzato da una naturalezza che dona alle sue opere un carattere di fondamentale spontaneit?. Condizione assoluta del suo lavoro ? la ricerca del concreto umano, non costringe la materia ma l'asseconda, l'accarezza dandole vita prima ancora di
trasformarla in figura. Significativa la scelta della materia, povera e ricca allo stesso tempo, morbida ma compatta, duttile a tutte le venature necessarie ad assecondare l'idea dell'artista.
Curve femminili che ricordano il miracolo di una creativit? dolce e continua, creature d'amore fisse in uno sguardo lontano, quasi assente, volti seri e impenetrabili, come schiacciati da una pensosit? di tempi lontani, figure del mondo animale forti e massicce, vasi leggiadri e colorati. Tutto questo ? Mirella, con le sue figure che raccolgono e smorzano la luce entro contorni definiti e che trasmettono una potente umanit?. In realt? il soggetto non ? che un pretesto per porsi di fronte al giusto equilibrio tra massa e vuoto, ritmo e stasi.
Vi ? in lei, inoltre, una cura artigianale per l'opera, rifinita fin nel pi? piccolo dettaglio fino a formare un linguaggio di potenza, di sensibilit? e di armoniosa delicatezza.
Dalla sua opera traspare l'armonia che si riscontra anche nel suo modo di essere, nei suoi rapporti di
amicizia, nel suo amore per la natura, nel suo coinvolgimento in altre forme d'arte, la musica e la poesia su tutte.
Prof. Eugenio De Rosa,
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