Felice Lombardozzi ? nato a Cori, antichissima cittadina laziale in provincia di Latina, il 4 febbraio 1939.
Attualmente vive a Roma dove ha abitazione e studio in Via Marforio, 6.
Scrive Francesco Arena: ?Si ? affacciato al mondo artistico tra il Sessanta e il Settanta e dopo un decennio di inattivit? ? nuovamente tornato ai suoi colori sostituendo il pennello con la spatola.
Le sue tele trasmettono il messaggio di un uomo istintivo che ha scoperto di essere solo e che solo non vuole stare: aderente all?Unione della Legion d?Oro e associato all?Accademia Tiberina, ama la vita e i rapporti umani che intensifica. E? vice-presidente dell?Associazione Culturale Prodarc.
Nato nel segno dell?Acquario vive, spaziando curioso, nei campi pi? disparati: si interessa di elettronica, di scienze esoteriche e di informatica.
Si firma El Bardo: uno pseudonimo che decise di attribuirsi, estraendolo dal proprio nome, quasi a ricordare che mentre El? rappresenta la frontiera spagnola che gli ha offerto nuove possibilit? di apertura con gente di altri paesi, Bardo sta a significare il vate, il poeta guerriero degli antichi popoli Celti, da cui la sua stirpe proviene, e di cui ? cenno nei colori della sua casata (l?argento, il rosso e l?azzurro)?.
Scrive Annoio Oberti: ?Felice Lombardozzi non dipinge ma incide con profonda partecipazione di cuore nella consapevolezza di correre dietro, con una impaginazione spesso sofferta, alla poetica essenzialit?. Incide e i suoi lavori a spatola si trasformano in immagini cariche di profonda umanit?, di sentimento dello spazio e della vita. Incide e la sua vocazione creativa, elaborata con istintiva immediatezza, si orchestra su toni intensi, anzi focosi, con una pasta di profonda suggestione.
Lo hanno definito, tra l?altro, un uomo solo, ma non mi sembra giusto: non ? solo perch? vive con i suoi personaggi che, pur essendo anonimi e indistinti, si muovono, agiscono, diventando, attraverso il filtro del sentimento, immediatamente e perfettamente individuabili e intelligibili. Perci? senza usare parole diverse o nuove definizioni, si pu? affermare che El Bardo pu? bens? dirsi esistenzialistico, collocando egli le figure nella realt? dell?ambiente, dando cos? l?esatta misura del suo modo di amare e di sognare.
La dovizia cromatica ? la sua forza, la sintesi il suo equilibrio esteriore e interiore. Il piglio icastico delle spatolate, dando spicco ai gialli, ai rossi violenti, ai blu, ai bruni, illumina ogni particolare di intensa poesia e il pittore romano ? cosciente di tutto ci?, del tentativo pienamente riuscito di travalicare il finito verso l?infinito e riportare alla luce quello che ? il suo mondo.
La severit? dell?arte di Lombardozzi, per coloro che sanno apprezzarne l?espressivit?, ? perci? carica di eventi e di vicissitudini che si rivelano anche nei paesaggi solitari e nel Cristo. Le sue possibilit? espressive trasformano la realt? e la spiritualit? in visioni che si innalzano su di un piano ideale, espandendo cos? sulla tela, con foga eppure con finezza, la sua anima pittorica?.
?Ora scavando a spatola nello spessore della materia ora inseguendo i colori delle stagioni con pennellate a battito d?ala su sfondi prevalentemente dominati da tinte fredde, notturne ? i blu, i violetti- la pittura del Bardo tende a sciogliere continuamente la convenzione realistica raggiungendo attraverso i filtri dell?immaginazione marine e villaggi costieri racchiusi in una falce di luna, palazzi e fanali fragili come le conchiglie delle sue nature morte, cigni azzurri e boschi e velieri, con una tendenza al monocromatico intenso come sintesi estrema di forma e colore, pi? evidente quando, soprattutto in alcune nature morte, rivela vaghe tentazioni cubiste. E? tuttavia nel paesaggio che l?artista manifesta pi? compiutamente la sua raffinata sensibilit? dipingendo quasi inconsciamente luoghi memorizzati in particolari stati d?animo: pi? che paesaggi vorremmo definirli avamposti, per usare un titolo dello stesso autore, che potrebbe riassumere i significati e le inquietudini di tutta la sua opera? (Matteo Capodarso).
Mostre principali e riconoscimenti:
1982: Ritorno alla Natura, Cicades
1983: Concorso "Lamberto Ciavatta"
1983: Premio Fedelt?
1983: Premio d'Oro Arte e Cultura
1983: Concorso "Omaggio a Raffaello" - 1? classificato
1984: Premio internazionale "Il Gabbiano"
1985: Premio "Pericle d'Oro"
1986: Rassegna Internazionale d'Arte Contemporanea, Firenze
1986: "Omaggio a De Chirico" - 5? classificato
1986: Concorso "Citt? di Nettuno" - 2? classificato
1987: Galleria "G59", Napoli
1987: Centro Studi Mazzini, Portici (NA)
1987: St. Stephen School FAO, Roma
1987: Un'Isola per l'estate, Mostra Isola Tiberina
1987: Mostra al Centro Avila, Roma
1988: "Il paradiso sul mare", Anzio
1988: Le stagioni nell'Arte, "Il Canovaccio", Roma
1988: Rassegna d'Arte Sacra, S. Leone Magno, Roma
1988: Arte e scherma, Palazzo dei Congressi, Roma
1988:Spazio 2000, Roma - 1? classificato
1988: Personale a Palazzo Corsini, Albano (Roma)
1989: Premio "Citt? di Avellino"
1989: Teverexpo, 1989
1989: "Arte per Roma capitale"
1990: Centro d'Arte "La Bitta" |