E cos? esausta a lato parlottando tra le cartilagini d\'un vento -le unghie spezzate dalla nebbia- inverosimile ammetti che la vita non ha il senso d\'una riva, ma pi? d\'un guado, raffermo, d\'uno stagno. Inverosimile ammetti che anche Dio pu? essere triste quanto un uomo.
In un riverbero...
... pioggia abbandonata in una sera Guancia a guancia, le mani tra le mani asserrate nella voglia postuma di comprendere un sorriso. Muta e gerbida non resta, che tra le ciglia un segno, una dolcezza. Nei tuoi occhi ruvidi una crepa, al di l? del fondo, una tristezza.
La vita ? un tempo che rindonda sempre nel suo vuoto. Cos? tu dolce apparsa in una pioggia d\'una sera inattendendo. Perch? il vuoto non pesa pi? del pieno quando togli le scarpe e gi? sappiamo che significa l\'amore.
? tutto un vuoto questo mio canto tra i tuoi capelli intramontanti e il loro dolce e aspro misurarsi, alti e fondi come parola che ruscella. Piano mi dimentichi e rivivi le tue estati tra la gente ed i conigli -mentre stesa sul divano t\'abbandoni-. E ridi, o almeno cos? ti penso.